Microsoft ha reso gratuito il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) per Windows 10 fino al 12 ottobre 2027, ma solo per i PC di utenti privati nello Spazio Economico Europeo. Per le aziende la situazione è diversa: l'ESU aziendale resta a pagamento, si acquista tramite licenza Multilicenza a 61 dollari per dispositivo per il primo anno — partito a novembre 2025 — e il prezzo raddoppia a ogni rinnovo annuale, per un massimo di tre anni. Lo confermano le pagine ufficiali Microsoft "Extended Security Updates" e "Programma ESU per Windows 10" su microsoft.com e learn.microsoft.com.
In 45 anni di consulenza ho imparato che le notizie "buone" che girano sui social spesso valgono solo a metà. Quando un titolo dice che Windows 10 è protetto gratis fino al 2027, tanti titolari di PMI danno per scontato che riguardi anche i PC dell'ufficio. Nella pratica, quando verifico il parco macchine dei miei clienti, la distinzione tra "uso privato" e "uso aziendale" fa una differenza concreta sul budget IT dei prossimi mesi.
La differenza tra utente privato e azienda. L'ESU gratuito riguarda solo l'account Microsoft personale su un PC non aggiunto a un dominio aziendale. È come la differenza tra il bollo auto pagato per l'utilitaria di famiglia e quello per il furgone dell'azienda: stessa scadenza, regole e costi diversi.
Il prezzo che raddoppia ogni anno. Sessantuno dollari per dispositivo il primo anno, il doppio il secondo, fino a un massimo di tre anni cumulativi. È come rinnovare in ritardo un abbonamento: prima ci si iscrive, meno si paga nel tempo.
Non tutti i PC sono uguali. Le macchine virtuali su Windows 365 o Azure hanno l'ESU incluso senza costi aggiuntivi, i PC fisici in ufficio no. Vale la pena controllare cosa gira davvero in azienda prima di fare qualsiasi preventivo.
L'ESU non è un piano B eterno. Dura al massimo tre anni, non porta funzionalità nuove, solo patch di sicurezza critiche e importanti. È una proroga per organizzare la migrazione, non un modo per rimandarla a tempo indeterminato.
Il vero costo è quello nascosto. Non aggiornare non significa risparmiare, significa spostare il rischio più avanti — ransomware, blocco di polizze cyber, non conformità in bandi o appalti che richiedono sistemi supportati.
Il punto vero non è quanto costa l'ESU aziendale: è che ogni mese di attesa alza il conto e riduce le opzioni disponibili.
In 45 anni ho imparato che i sistemi operativi non si aggiornano da soli quando conviene a noi: se li lasciamo scadere, il conto arriva comunque, in soldi o in rischio.
La mossa, prima che scada: fai l'inventario dei PC ancora su Windows 10 in azienda, senza fidarti della memoria; verifica quali possono passare a Windows 11 gratuitamente e quali no; se serve tempo per la migrazione, valuta l'ESU aziendale ora, prima che scatti il rincaro del secondo anno.
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